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Il primo Rocky domani in Piazza Maggiore

17/06/2019

Sylvester Stallone è Rocky Balboa, il mitico pugile scolpito nell’immaginario di generazioni: e proprio il primo Rocky, diretto nel 1976 da John G. Avildsen, è in programma domani, martedì 18 giugno, alle ore 21.45 in Piazza Maggiore, per il cartellone di Sotto le stelle del cinema, promosso dalla Cineteca di Bologna nell’ambito di Be Here. Bologna Estate 2019.
Indimenticabile l’ambientazione a Philadelphia ed è proprio per festeggiare il nuovo volo diretto Bologna-Philadelphia di American Airlines che la serata è promossa da Aeroporto G. Marconi di Bologna.

Sotto le stelle del cinema
Martedì 18 giugno, ore 21.45, Piazza Maggiore
Serata promossa da Aeroporto G. Marconi di Bologna

ROCKY (USA/1976) di John G. Avildsen (120’)
Regia: John G. Avildsen. Sceneggiatura: Sylvester Stallone. Fotografia: James Crabe. Montaggio: Scott Conrad, Richard Halsey. Scenografia: William J. Cassidy. Musica: Bill Conti. Interpreti: Sylvester Stallone (Rocky Balboa), Talia Shire (Adriana Pennino), Burt Young (Paulie Pennino), Carl Weathers (Apollo Creed), Burgess Meredith (Mickey Goldmill), Thayer David (Jergens), Joe Spinell (Tony Gazzo). Produzione: Robert Chartoff e Irwin Winkler per Chartoff-Winkler Productions. Copia proveniente da Park Circus - MGM

Come i film di Frank Capra, Rocky è un radioso omaggio allo spirito umano, e ci ricorda che i bravi ragazzi del mondo spesso riescono a compiere l'impossibile anche solo grazie alla loro pervicacia. Rocky in realtà è la nascita di un nuovo talento veramente eccezionale, Sylvester Stallone, che ha scritto questo film su misura per se stesso e, con la stessa audacia e la stessa determinazione di Rocky, ha tormentato i produttori fino a convincerli a lasciarglielo fare. Il Rocky di Stallone non è un personaggio dal pensiero rapidissimo (non è un caso che abbia due tartarughe come animali domestici), ma ha la tradizionale compassione da pugile per chi è più fragile di lui. Sebbene lavori come esattore per uno strozzino di seconda categoria, si rifiuta di ricorrere alla violenza. Per quanto arrabbiato con il suo storico allenatore (Burgess Meredith) che solo ora mostra interesse nei suoi confronti, lo sostiene e lo appoggia nel momento in cui comprende la sua agonia. E si sente protettivo nei confronti della ragazza dolorosamente introversa del negozio di animali (Talia Shire) con cui ha una splendida storia d'amore. (Cathleen Carroll, "New York Daily News", 22 novembre 1976)

Oltre ad aver scritto una sceneggiatura che scalda il cuore, Stallone ha creato un personaggio di enorme fascino e carisma - di poche parole ma divertente, burbero ma di buon cuore. La sua idea di corteggiamento è passare al negozio di animali dove lavora la ragazza che gli piace e raccontare barzellette orribili, una al mattino, una alla sera. C'è un momento incredibilmente toccante in cui questo rozzo figuro, la sigaretta che pende dalle labbra, spiega accuratamente a una bambina di 12 anni perché non dovrebbe dire parolacce; e un altro in cui, mentre tenta di soffocare la rabbia, chiede all'allenatore che solo ora che ha un'occasione di sfondare vuole allenarlo "Dov'eri quando avevo bisogno di te?"
John Avildsen ha realizzato tutto ciò con un intuito straordinario, e una ancor più straordinaria consapevolezza nella gestione del ritmo. [...] Rocky merita di entrare nella Storia del cinema. (Arthur Knight, "Hollywood Reporter", 5 novembre 1976)

(comunicato stampa Cineteca di Bologna)