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Dati chiave


Il 2020 è stato un anno caratterizzato quasi nella sua interezza dagli effetti generati dalla pandemia globale legata alla diffusione del virus Sars-Covid-19, le cui conseguenze hanno impattato fortemente sui volumi di traffico dell’Aeroporto di Bologna e, conseguentemente, sui risultati economici e finanziari.

I ricavi consolidati nell’esercizio 2020 ammontano a 67,5 milioni di Euro, in calo del 46,1% rispetto ai 125,1 milioni registrati nel 2019.
Più nel dettaglio, i ricavi per servizi aeronautici calano del 65,9% principalmente per la contrazione del traffico e, in modo residuale, per l’aggiornamento tariffario con calo della tariffa media. Si riducono invece del 65,2% i ricavi per servizi non aeronautici, per effetto della riduzione del traffico, delle chiusure degli esercizi commerciali e della riduzione dei canoni fissi accordata dal gestore ai subconcessionari. Aumentano invece i ricavi per servizi di costruzione (+79,1%) per maggiori investimenti realizzati sia nel settore aviation che in quello non aviation. Infine, gli altri ricavi e proventi della gestione registrano un calo del 3,9% rispetto al 2019 dovuto principalmente a minori ricavi da conduzione aree aeroportuali.

I costi di gestione nel 2020 ammontano a 71,4 milioni di euro, con una riduzione dell’11% rispetto all’esercizio precedente, per via principalmente della riduzione pari al 41% dei costi dei materiali di consumo e merci, generata dal minore acquisto di carburante aeromobili e nonostante il maggiore acquisto di materiali di consumo legati all’emergenza Covid-19, della riduzione del 26,4% dei costi per i servizi, quali servizio PRM, servizio MBL, utenze e manutenzione, dell’aumento dei costi per servizi di costruzione (+79,1%) per maggiori investimenti realizzati sulle infrastrutture aeroportuali, della contrazione del 60,3% della voce canoni, noleggi e altri costi legati alla contrazione del traffico, e del calo del 9,8% degli oneri diversi di gestione, per effetto dei minori oneri tributari.

In diminuzione infine anche il costo del lavoro (-31,1%) per via, da un lato, del calo dell’organico (-48 risorse medie equivalenti full time nel 2020 rispetto al 2019) per il mancato rinnovo dei contratti a termine delle aree operative e, dall’altro, per le altre azioni di contenimento del costo del lavoro alla luce della drastica riduzione del traffico.

Complessivamente il 2020 evidenzia un Margine Operativo Lordo (EBITDA) negativo per 3,9 milioni di Euro contro un margine positivo di 44,9 milioni di Euro del 2019, per effetto di una contrazione dei ricavi, strettamente correlata all’andamento del traffico, a fronte di una maggiore rigidità dei costi, tenuto conto anche della struttura ad elevati costi fissi che contraddistingue i gestori aeroportuali.

Il risultato netto dell’esercizio, interamente di competenza del Gruppo, si attesta pertanto a una perdita di 13,6 milioni di Euro. L’utile netto dell’esercizio 2019 era invece stato di 20,9 milioni di Euro registrandosi un differenziale complessivo, quindi, di 34,4 milioni di Euro.


Dopo un’ottima performance registrata nel mese di gennaio (+9,9% vs 2019), a febbraio lo scalo ha registrato un traffico passeggeri in linea con il 2019 (+0,3%) per effetto di un buon andamento delle prime tre settimane del mese (+5,3% vs 2019) e di una netta inversione di tendenza a partire dal 22 febbraio (-25,1% negli ultimi 8 giorni del mese) per effetto dello scoppio dell’emergenza sanitaria.

Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2020, sono entrate in vigore stringenti limitazioni agli spostamenti al fine di contrastare la diffusione della pandemia e la conseguente cancellazione della maggior parte dei voli nazionali ed internazionali, nonché la chiusura di molti scali. L’aeroporto di Bologna è invece rimasto aperto ed operativo per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria, in attuazione al decreto ministeriale n. 112 del 12 marzo 2020, e ciò nonostante volumi di traffico minimi.

Nel periodo estivo, si è quindi assistito ad una graduale, seppur modesta, ripresa dei volumi di traffico, rafforzatasi tra il mese di luglio e la prima metà di agosto, con particolare riferimento alla componente domestica. Tuttavia, il recupero del traffico ha subito un nuovo rallentamento a partire dalla seconda metà di agosto, con coefficienti di riempimento degli aeromobili in diminuzione rispetto alle settimane precedenti.

La chiusura dello scalo per lavori programmati della pista di volo, dall’11 al 21 settembre e il nuovo aumento dei contagi con l’arrivo dall’autunno, con nuove restrizioni agli spostamenti, anche in ambito Italia, hanno bruscamente interrotto la ripresa avviata durante il periodo estivo. Il quarto trimestre ha visto dunque una riduzione del traffico passeggeri sullo scalo pari a circa l’83% rispetto allo stesso periodo del 2019.

L’Aeroporto di Bologna ha chiuso il 2020 con 2.506.258 passeggeri, con un decremento pari al 73,4% rispetto al 2019, così registrando i medesimi livelli di traffico del 1997. I movimenti sono stati pari a 30.139, in riduzione del 60,9% rispetto al 2019, con un load factor medio in calo dall’81,5% del 2019 al 60,5% del 2020.

In merito alla composizione dei traffico passeggeri, mentre nei primi due mesi del 2020 si sono registrate performance molto diverse tra traffico low cost, in forte aumento rispetto al 2019, e traffico di linea, rimasto invece sostanzialmente invariato, la forte contrazione dei volumi registrata tra marzo e giugno e, successivamente, nel corso degli ultimi quattro mesi dell’anno, ha interessato tutte le componenti di traffico.

Solo durante il periodo estivo, con la riapertura delle frontiere, si è osservata in generale una ripresa più rapida del segmento low cost rispetto al traffico di linea.

Tra le destinazioni 2020 il traffico internazionale ha sofferto maggiormente della diffusione della pandemia a causa del clima di incertezza, anche per i vincoli e gli obblighi introdotti alla libera circolazione per ragioni sanitarie.

Nonostante il materiale calo dei passeggeri in tutte le principali destinazioni collegate con lo scalo di Bologna, rimane da sottolineare la solidità del mix di traffico del Marconi, con 107 mete raggiungibili (vs 120 nel 2019) e cinque città estere tra le dieci principali destinazioni.

Tra i vettori, Ryanair si conferma essere la prima compagnia sullo scalo, seguita da Wizz Air e Alitalia. A seguire le compagnie di linea Air France, British Airways, KLM e Lufthansa.

Il traffico cargo nel 2020 ha registrato un traffico pari a 43.377.968 Kg, in calo dell’11,2% rispetto al 2019, ascrivibile in gran parte alla chiusura delle attività durante il c.d. lockdown, nonché alla stagnazione delle attività produttive nei mesi successivi. Il cargo si conferma tuttavia la componente di traffico che meglio ha reagito alla crisi pandemica, anche rispetto al dato complessivamente rilevato a livello nazionale e registrando un calo contenuto, del 23,7%.

Riepilogo dati di traffico aprile 2022

Passeggeri 724.955
Movimenti 5.659
Merci via aerea (Tonnellate)

3.259